Premessa
"Chi va di fretta,
ossessionato dalla vetta
chi va tanto per andare,
non sapendo bene cosa fare
A entrambi sfugge la bellezza
della quale non sono all'altezza
eppur basterebbe fermarsi un attimo e osservare
per riuscirla ad apprezzare"
ossessionato dalla vetta
chi va tanto per andare,
non sapendo bene cosa fare
A entrambi sfugge la bellezza
della quale non sono all'altezza
eppur basterebbe fermarsi un attimo e osservare
per riuscirla ad apprezzare"
A fine giugno abbiamo inaugurato il calendario estivo di Orco Trekking con un'escursione dedicata alle orchidee spontanee della Val Soana. Per quella che è la nostra esperienza "sul campo". il periodo migliore per osservarle in natura è quello che va da metà giugno a metà luglio. Lungo questo arco di tempo saranno diverse le specie che troveremo in fioritura , a seconda della quota e del tipo di habitat in cui andremo a fare le nostre osservazioni. E' giusto ricordare che tutte le specie di orchidee spontanee sono considerate specie a protezione assoluta, ragion per cui la loro raccolta è vietata in tutto il territorio regionale.
Nel territorio della val Soana in particolare vi è una zona che per alternanza di ambienti naturali, esposizione e matrice litologica consente di osservare molte specie diverse di orchidee. Non divulgheremo pubblicamente il nome e l'ubicazione di questa zona , benché "sorvegliata" in quanto compresa nel territorio del Parco Nazionale del Gran Paradiso, per evitare che "appassionati" di fiori e giardinaggio vi si rechino a raccogliere delle piante con lo scopo di trapiantarle. Agli appassionati di botanica e flora alpina che volessero saperne di più, chiediamo di scriverci in privato: saremo lieti di dare loro le giuste indicazioni.
Cominciamo dunque questa "storia" un pò al confine tra l'articolo ed il racconto da un bel bosco...
Cominciamo dunque questa "storia" un pò al confine tra l'articolo ed il racconto da un bel bosco...
Habitat n° 1 - faggeta
Si tratta di una faggeta xerotermofila, habitat di interesse comunitario afferente al Cephalantero-fagion , caratterizzata da un substrato calcifilo ( ci troviamo qui nella zona dei calcescisti e delle pietre verdi) , accentuata pendenza del terreno e situata ad una quota che va dai 1200 m fino ai 1500 m di quota circa in esposizione sud- sud est ( ulteriori approfondimenti qui.). Per quanto riguarda le singole specie di orchidee, si rimanda alle ottime schede botaniche pubblicate sul sito del progetto open-source dedicato allo studio della flora spontanea italiana Actaplantarum , di cui riporteremo il link volta per volta.
| Neottia nidus-avis (L.) Rich. |
Scheda botanica
| Cephalanthera rubra (L.) Rich. |
| Cephalanthera longifolia (L.) Fritsch. |
| Plathanthera bifolia (L.) Rich. |
| Epipactis helleborine ( L. ) Crantz |
| Dactylorhiza maculata subsp. fuchsii (Druce) Hyl. |
Habitat n° 2 - prateria alpina a Trisetum flavescens (L.)
| Triseteto |
Si tratta di un triseteto, compreso ad una quota che va dai 1500 m fino ai 2000 m di quota circa. Storicamente ricavati a scapito della vegetazione boschiva preesistente ( nel caso specifico faggete, pecceti e lariceti ), sono dominati da graminacee di interesse foraggero quali Trisetum flavescens (L.) Baumg (scheda), Dactylis glomerata L. ( scheda ) , Polygonum bistorta L. ( scheda ) . La loro presenza è il risultato di pratiche di sfalcio o pascolamento non intensivo, la cui cessazione comporta il ritorno della vegetazione nemorale potenziale a cui segue la ricolonizzazione da parte delle essenze arboree, quindi il ritorno del bosco. La prima fase, con la progressiva comparsa di cespugli e specie arbustive, può avvenire velocemente, nel giro di un decennio. Dal punto di vista vegetazionale possiamo dividere la stazione da noi osservata in due parti: una fascia di transizione al limite della faggeta, dai 1500 m ai 1700 m di quota circa, sottoposta ad una minor pressione di pascolo, dove il processo di comparsa della vegetazione nemorale potenziale risulta evidente dalla forte presenza di specie quali Avenella flexuosa ( L.) Drejer. ( scheda) , cespugli ed arbusti ( ginepri, rose selvatiche) e dalla presenza di rinnovazione di larice ed il triseteto vero e proprio, caratterizzato da una maggior fertilità dovuta al pascolamento più intensivo.
| Gymnademnia conopsea (L.) R. Br. |
| Neotinea ustulata (L.) R.M. Bateman, Pridegon & M.W. Chase |
scheda botanica
| Traunsteinera globosa (L.) Rchb. |
| Dactylorhiza sambucina (L.) Soò (fiore rosso) |
| Dactylorhiza sambucina (L.) Soò ( fiore giallo) |
| Nigritella nigra subsp. rhellicani var. cenisia Teppner & E. Klein |
| Orchis mascula L. |
scheda botanica
Va da sè che queste sono soltanto le specie di orchidaceae da noi osservate nel periodo e negli ambienti succitati. Altre orchidee la cui presenza è segnalata nella zona o la cui presenza è molto probabile in relazione agli habitat descritti possono essere: Cephalanthera damasonium ( segnalata per la faggeta), Dactylorhiza majalis , Plathanthera chlorantha, Neottia ovata. Insomma, quando passate da quelle parti aguzzate la vista!
| Corthusa mattioli L. |
E poi in discesa la sorpresa...
Non v'è dubbio che l'escursione fino a quel punto fosse stata più che soddisfacente: volevamo osservare le orchidee spontanee e ci siamo riusciti. Per la discesa abbiamo però deciso di cambiare versante, spostandoci in esposizione nord-est, dove ad un certo punto noto un fiore che fino a quel momento avevo visto solo in foto e che da tempo speravo di incontrare. Non ho nello zaino una flora, ma ci troviamo in una zona umida e l'immagine che ho davanti agli occhi coincide perfettamente con quella delle fotografie scolpite nella memoria: si tratta della rarissima Corthusa mattioli (L.),una primulacea (non della famiglia delle orchidee dunque) a protezione assoluta.
La Corthusa è una specie relitto dell'era glaciale, sopravvissuta solo in limitate aree-rifugio ( Alpi e Carpazi); essa è presente lungo tutto l'arco alpino ma sempre molto circoscritta ( in tutto il Piemonte ve ne sono pochissime stazioni ; appena 5 in tutto il territorio del Parco del Gran Paradiso di cui due, entrambe in Val Soana, nel versante piemontese), poiché legata ad un habitat naturale particolarissimo. Anche la sua presenza nella singola stazione ( che specialmente nel periodo di fioritura potrebbe apparire abbondante) non deve trarre in inganno poiché essa è presente lì e lì soltanto ( pensate che in linea d'aria le due stazioni valsoanine distano tra loro più di 12 km! ), ragion per cui rispettate questa piccola pianta ed il suo habitat, lasciandoli entrambi intonsi.
E fermatevi ogni tanto ad osservare e riflettere! A presto con le Storie.
La Corthusa è una specie relitto dell'era glaciale, sopravvissuta solo in limitate aree-rifugio ( Alpi e Carpazi); essa è presente lungo tutto l'arco alpino ma sempre molto circoscritta ( in tutto il Piemonte ve ne sono pochissime stazioni ; appena 5 in tutto il territorio del Parco del Gran Paradiso di cui due, entrambe in Val Soana, nel versante piemontese), poiché legata ad un habitat naturale particolarissimo. Anche la sua presenza nella singola stazione ( che specialmente nel periodo di fioritura potrebbe apparire abbondante) non deve trarre in inganno poiché essa è presente lì e lì soltanto ( pensate che in linea d'aria le due stazioni valsoanine distano tra loro più di 12 km! ), ragion per cui rispettate questa piccola pianta ed il suo habitat, lasciandoli entrambi intonsi.
E fermatevi ogni tanto ad osservare e riflettere! A presto con le Storie.