Tanta voglia di Forzo
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| Spartiacque Forzo - Cogne : al centro la Grande Arolla, a dx la Torre Lavina |
"Mi dispiace devo andare", il vallone di Forzo è là, un pò come una bottiglia buona: se ne bevi un bicchiere ti viene voglia di finirla subito, di girarlo dalla A alla Z , anche se forse sei già arrivato alla M !
"Mi dispiace di svegliarti" così presto ma domani è lunga! Ed anzi normalmente in questi casi alle 6,00 bisognerebbe cominciare a camminare e non ritrovarsi, ma le previsioni meteo sono così belle, le giornate ancora così lunghe ed il nostro allenamento così discreto che la cosa si può fare!
Insomma ci sono tutte le condizioni per una giornata da segnare nel calendario!
Longo lo cammino, ma grande la meta !
L'idea è quella di provare ad andare alla Grande Arolla, vetta della divisoria Forzo-Cogne: cresta affilata di buona roccia , passaggi al massimo di III° grado, mai obbligati. Sembra insomma "potabile"; gli amici Franco e Loris mi dicono che il peggio è arrivare al Col de la Muraille Rouge, dove negli ultimi metri, quasi verticali, è "tutto marcio", "viene giù tutto".
Sulla parte bassa del vallone di Forzo e sul vallone di Forzo in generale ci siamo già ampiamente soffermati in questo blog: ragion per cui lasciata l'auto a Tressi, lungo il sentiero n° 608 , sempre ben pulito e segnalato , " voliamo" alle grange Lavinetta 2092 m, dove incontriamo anche i primi raggi del sole.
| Grange Lavinetta: sullo sfondo da sx la cresta E-S-E del Monveso, Torre di Forzo, Punta di Forzo, Grande Arolla |
Lo scenario è ormai stabilmente dominato dall'imponente versante sud della Torre di Lavina (ci troviamo del resto nel vallone omonimo) e comincia ad intravedersi lo spartiacque Forzo - Cogne , visibile solo parzialmente ed a tratti per via dei numerosi dossi erbosi caratterizzano la morfologia del territorio in questo tratto.
| Arrivando al Bivacco Davito |
Il nostro sguardo è infatti rivolto costantemente alla meta, al fine di individuare il più precocemente ed efficacemente possibile la via di salita.
Dalle grange Lavinetta, sempre su ottima traccia, arriviamo al Bivacco Davito , indi proseguiamo in direzione del col di Bardoney. Poco oltre il bivacco, la via di salita per il col della Muraille Rouge diventa ben evidente di fronte a noi.
| Ora la via di salita è ben evidente |
Arrivati a circa 2600 m di quota, abbandoniamo il percorso segnalato per incamminarci verso sinistra lungo una noiosa pietraia; con l'intento di faticare il meno possibile, decidiamo di attraversarla sempre tenendoci piuttosto in alto, contornando a debita distanza le pareti della dorsale rocciosa che dalla Grande Arolla digrada in direzione sud-ovest a delimitare dapprima il canale detritico che sale in direzione del colle per poi formare in direzione est la cresta verso il colle di Bardoney .
| Camosci .. |
Nonostante la passione, la voglia e l'allenamento, vi assicuro che la vista del nostro futuro prossimo, cioè un caos di pietre, risulta un pò sconfortante ! Sarà per questo che di fronte ad ogni placca, ad ogni piccola isola erbosa andiamo in visibilio, ci sentiamo ristorati! Perfino la presenza di alcuni camosci , fratelli d'avventura, rinfranca lo spirito ed il corpo!
Un mare di pietre
| ...nel mare di pietre, noi ed i camosci... |
Scavalcata a sinistra la dorsale di cui sopra, eccoci nel largo imbocco del canale di salita, dove dobbiamo anche dire addio ad ogni speranza di occasionale ristoro psicofisico "offerto" dalla morfologia del terreno: stiamo ormai navigando in un mare di pietre! Ma l'importante è non naufragare, giusto ?
Per fortuna le pendenze non sono così sostenute in questo tratto ed i detriti abbastanza stabili; inoltre sappiamo bene che ormai di dislivello ne manca poco , benchè si tratti della parte più impegnativa del percorso, dato ci troviamo ormai intorno ai 2900 m di quota.
| Man mano che saliamo il canale si restringe ma.. |
Man mano che saliamo, il canale si restringe e le pendenze aumentano; ora con lo sguardo cerchiamo il tratto più delicato, cioè gli ultimi 15-20 metri prima del colle , che rimangono però "nascosti" sulla destra.
Alle sorgenti del mare, con le spalle al muro...
| Al cospetto del "muro" finale |
Per via dell'andamento sinuoso del canale detritico infatti, il colle non sarà visibile che alla fine; ma a furia di di fare, ecco che giungiamo al suo cospetto. Ormai le pietre di dimensioni varie ma più piccole, sono immerse in un "plasma" di terriccio, cioè il tipico "sfasciume"; anche la pendenza è ormai considerevole, tanto che per salire meglio conviene rimanere sulla sx del canale, aiutandosi nella progressione con le mani sfruttando le paretine di roccia che lo delimitano, ma senza dare nulla per scontato e saggiando ogni appiglio, dato che in questo punto si possono muovere anche pezzature di grandi dimensioni!
Ma la portata principale è appunto il muro verticale su cui insiste il colle, che a prima vista non sembra nulla di che, poichè quei circa 15 metri di parete sembrano pieni di appoggi, prese ed appigli. Si ha la netta sensazione però, di aver scoperto l'acqua calda.
Ed eccoci dunque con le spalle al muro, posti di fronte ad una scelta difficile: tentare di salire al colle o no ? A dispetto del dilemma, apparentemente sfidante, prendiamo la nostra decisione in maniera veloce, contemporanea ed unanime: non vale la pena di salire al colle !
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| La caratteristica "muraglia rossa" della Grande Arolla lato Cogne |
Chi si accontenta gode ?
Fine della salita? Neanche per sogno: io voglio infatti verificare la possibilità , segnalatami da Franco e Loris, di accedere al colle da sinistra, passando per la cresta; mentre cerco il passaggio, ecco che intravedo la possibilità di accedere senza troppi patemi alla vicina Punta di Forzo.
| ... cercando di volta in volta il passaggio migliore |
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| si arriva in punta per facili roccette... |
E così, cercando il percorso di volta in volta migliore tra sfasciumi, cenge e paretine, ecco che arriviamo al piede della vetta, che raggiungiamo sulla sinistra per facili roccette. Dalla vetta il panorama è grandioso! Una giornata da incorniciare!
| Dalla vetta da sx: Monveso di Forzo, Roccia Azzurra, Punta delle Sengie |
| Dalla vetta ( 2): da sx punta delle Sengie, al centro catena degli Apostoli ( Torre del Gran San Pietro |
| Laggiù la piramide della Tersiva; in primo piano la Grande e Piccola Arolla |




